Indagini in corso per comprendere la dinamica, la caduta sarebbe stata attutita dai fili per stendere la biancheria

Un piccolo miracolo, grazie ai fili di ferro utilizzati per stendere il bucato. È così che stamattina si è salvata una bambina di soli cinque anni precipitata dal secondo piano di un palazzo di Caivano. “Un incidente”, nient’altro, in un comune come quello a nord di Napoli che ha visto bambini, come Fortuna Loffredo, stuprata e buttata giù dall’ottavo piano di un edificio poco distante, nel 2014. Questa volta la storia è diversa ed è anche finita bene. La bambina era a casa perché aveva mal di gola, racconta lo zio, per questo non era andata a scuola e per questo la mamma era uscita. Era andata in farmacia per comprare qualche medicinale che potesse aiutarla. E invece in pochi minuti si stava per consumare una vera e propria tragedia. La piccola era sul balcone, forse è salita su una macchinina che era lì, si è affacciata, ha perso l’equilibrio ed è finita giù. Un volo bloccato dalle corde utilizzate per stendere il bucato del balcone sottostante. Si è fermata lì, in un primo momento, per poi cadere sull’asfalto. Niente di rotto, nessun trauma, solo piccole escoriazioni. Vincenzo Tipo, primario del pronto soccorso dell’ospedale pediatrico Santobono di Napoli, ha subito rassicurato sulla sua salute. “La bambina parla normalmente – ha spiegato – ha risposto alle nostre domande. Ha dei doloretti per escoriazioni non gravi in diverse parti del corpo, in particolare ha piccole ferite alle dita di una mano. Adesso è in condizione discrete, è vigile, reattiva e orientata nel tempo e nello spazio, non sembrano esserci quindi danni neurologici. Sta facendo analisi, al momento non ci sono segni di emorragia ma le condizioni precise si valuteranno dopo le analisi, e poi ci sarà il ricovero”. Un miracolo, dunque, in un territorio segnato da storie di bambini piene zeppe di dolore. Il dubbio, immediatamente dopo la caduta, a qualcuno è venuto che potesse trattarsi dell’ennesima macchia. “Episodi come questi mi portano alla memoria un altro episodio analogo, quello che vide protagonista Fortuna Loffredo – ha detto l’avvocato Angelo Pisani, legale della mamma di una delle due cuginette vittima di abusi a Caivano ed anche del padre della piccola Fortuna -. Quando sento di strane cadute di bambini penso sempre all’omicidio di Caivano, che qualcuno voleva far passare per caduta accidentale ma che invece ha dato la possibilità di far aprire gli occhi su orrori, crimini e scenari terribili”. Questa volta è diverso. La Procura di Napoli nord che ha aperto un fascicolo parla di evento di “natura accidentale considerato anche che la bambina, al momento della caduta, si trovava da sola in casa”. La posizione dei genitori è al vaglio, il papà era al caseificio dove lavora, la mamma in farmacia. La coppia è del Burkina Faso, con regolare permesso di soggiorno, ha cinque bambini. La piccola resterà in ospedale per tutti gli accertamenti. Ma il miracolo c’è stato. E Caivano, questa volta, può raccontare una storia a lieto fine.

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