Nuove accuse di corruzione nell’ambito degli appalti comunali ad Avellino: tre imprenditori, l’ex sindaco Gianluca Festa e il tecnico Fabio Guerriero sono stati indagati per corruzione per l’esercizio della funzione e corruzione in concorso. L’inchiesta, denominata Dolce Vita, ha portato alla notifica di provvedimenti da parte della procura della Repubblica di Avellino, che ha disposto anche il sequestro di conti correnti e interdittive dall’attività imprenditoriale.

Secondo quanto emerso, gli indagati avrebbero gestito in maniera privatistica il comune di Avellino, mettendo a disposizione le proprie funzioni a vantaggio di pochi, in violazione della legge. Si tratta di un’indagine complessa che fa luce su molteplici traffici delittuosi e su agenti infedeli che hanno agito a danno della collettività.

La lotta alla corruzione è un obiettivo prioritario per le istituzioni, che devono garantire la legalità e la trasparenza nelle attività amministrative. Solo attraverso un’azione decisa e incisiva si potrà contrastare fenomeni come quello emerso nell’inchiesta Dolce Vita ad Avellino. Bisogna agire con determinazione per garantire che la giustizia faccia il suo corso e che i responsabili vengano puniti per i propri illeciti.

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