Perdonare non è mai facile, soprattutto quando si tratta di un furto di più di 1.000 euro, come è successo al 68enne Amedeo Gaudio, gestore del Bar Nettuno a Trento. Ma oltre al danno economico, c’è qualcosa di più profondo che ha colpito Gaudio: la compassione. Il ladro, dopo aver sottratto il denaro, ha lasciato tre post-it con scritte maldestre e affrettate, chiedendo perdono e confessando di essere tossicodipendente.

Amedeo Gaudio vive a metà strada tra Salerno e Colonia, città natale della moglie tedesca ormai scomparsa. Da anni gestisce bar a Trento e non è la prima volta che subisce un furto. Tuttavia, questa volta ha percepito segnali di disperazione da parte del ladro, forse arrivato al limite.

Una volta identificato e punito, se verrà trovato, Gaudio è pronto a tendere la mano al ladro: “Quei bigliettini mi hanno commosso. Dopo aver scontato la pena, se verrà a chiedermi scusa, penserei di offrirgli un lavoro”, ha dichiarato al Corriere della Sera. Il ladro è entrato nel bar aprendo una finestra con un seggiolino di bici, ha preso il denaro e è uscito dalla stessa finestra, cercando di fare meno danni possibili.

Ora spetta alle autorità trovare il ladro e recuperare il denaro rubato, ma per Amedeo Gaudio il gesto non è stato un tradimento, ma un segno di disperazione da aiutare.

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