Quindici anni e otto mesi di condanna per Raffaele Imperiale, ex boss del narcotraffico, confermano il successo dell’operato investigativo della Procura di Napoli. Il gup del Tribunale ha accolto la richiesta della Procura di utilizzare le intercettazioni delle chat criptiche usate da Imperiale e dai suoi soci, dimostrando così la validità delle prove raccolte.

Raffaele Imperiale, che da due anni collabora con la giustizia, ha ammesso diverse accuse a suo carico. In passato era conosciuto come il boss dei quadri di Van Gogh, per aver restituito due opere trafugate alla giustizia italiana. Durante il processo, ha anche messo a disposizione un’isola artificiale al largo del porto di Dubai.

Oltre alla condanna di Imperiale, sono state emesse altre sentenze: dieci anni e quattro mesi per Liguori e Mauriello, otto anni per Murolo e 4 anni per De Dominicis, difesi dall’avvocato Luigi Senese. Le condanne sono state inferiori rispetto alle richieste della Procura, ma comunque significative.

In questo modo, la giustizia italiana ha dimostrato di non tollerare il traffico di droga e di voler punire severamente coloro che si dedicano a queste attività illegali. La sentenza emessa nei confronti di Raffaele Imperiale e dei suoi complici è un importante passo avanti nella lotta al narcotraffico e alla criminalità organizzata.

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